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Italy [IT] Il Corriere della Sera, Denmark suspends expulsions of asylum seekers

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Article posted the 2014/12/03

[EN] The Danish government forbids, since November, expulsions of asylum seekers. These expulsions happen in virtue of the Dublin III regulation, which determines the European State responsible for the examination of the file of each asylum seeker. In 2013, a third of asylum applications in Denmark ended by an expulsion toward another European country, especially Italy, even if guarantees of a dignified treatment are not filled in this country.

La Danimarca sospende le espulsioni dei richiedenti asilo

Yemane, giovane mamma eritrea, può tirare un sospiro di sollievo. Per ora, lei, il marito e la figlia di 4 anni non rischiano di aver buttato soldi e fatiche per nulla. Il 5 novembre, il Governo danese ha annunciato di aver sospeso le espulsioni verso l’Italia dei richiedenti asilo politico che erano stati precedentemente identificati nel Belpaese. Famiglie e persone come Yemane che, per fuggire dalla guerra di Siria o dalla dittatura dell’Eritrea verso l’Europa, non hanno altre vie che affidarsi ai trafficanti che controllano l’immigrazione illegale. Una barca verso le coste italiane e poi treno e macchine verso i Paesi del Nord Europa. Yemane è andata in Danimarca, perché lì abita sua zia e sapeva che l’economia italiana va male. In questo transito attraverso l’Italia, la differenza la fanno i polpastrelli. Alla mamma eritrea li hanno schedati; ad agosto, quando l’ho incontrata sotto gli alberi di Porta Venezia a Milano, me l’ha raccontato in lacrime. Per quel dito schiacciato sullo scanner italiano, le autorità danesi avrebbero dovuto rispondere con un volo verso l’Italia alla domanda di asilo politico presentata a Copenaghen: secondo l’Accordo europeo di Dublino, infatti, la protezione internazionale si può chiedere solo nel primo Stato in cui vengono prese le impronte digitali.

Per questo motivo, nel 2013 la Danimarca ha ricevuto 7.557 domande di asilo (in Italia 26.620), di cui 2.225 si sono concluse con l’espulsione verso un altro Stato europeo. Soprattutto l’Italia, destinazione di un terzo dei rinvii danesi. È una sorte comune ad altri profughi: recentemente anche la Svezia, dopo mesi di blocco, ha effettuato alcuni trasferimenti, mentre il 31 ottobre un uomo eritreo si è impiccato in Svizzera prima di essere rimandato Oltralpe. Il 4 novembre, una sentenza definitiva (il rinvio era già stato sospeso ad interim) della Corte europea dei Diritti Umani di Strasburgo (Cedu) ha cambiato le carte in tavola: accogliendo il ricorso di una famiglia afghana arrivata a Losanna, ha stabilito che la Svizzera si sarebbe macchiata di «trattamenti disumani e degradanti» se avesse rinviato in Italia la famiglia senza avere prima ottenuto garanzie di una reale presa in carico italiana, specie dei minori. Infatti, secondo la Cedu, «non è infondato pensare che i richiedenti asilo verrebbero lasciati senza accoglienza, oppure ospitati in centri sovraffollati e con condizioni insalubri e violente».

Il direttore dell’Ufficio federale della migrazione elvetico (Ufm), Mario Gattiker, ha subito precisato che «i rinvii verso l’Italia continueranno, pur pretendendo da Roma garanzie per l’accoglienza dei bambini». Simonetta Sommaruga, ministro della Giustizia svizzero, ha aggiunto che nel sistema di Dublino esistono delle lacune, ma rimane l’unica alternativa valida. Di diverso avviso la collega danese Mette Frederiksen che, il giorno successivo alla sentenza della Cedu, ha sospeso tutti i trasferimenti in Italia delle famiglie con minori: «È fortemente preoccupante – ha spiegato al quotidiano Altinget – che la situazione dei richiedenti asilo in Italia sia talmente inadeguata da rendere inapplicabile il Regolamento di Dublino». Nelle stesse ore, la Commissione Ue affermava di seguire da vicino il funzionamento del sistema di asilo in Italia e diceva: «È prioritario per ciascun Stato membro trarre delle conclusioni dalla sentenza (della Cedu, ndr) ed in particolare valutare quali implicazioni potrebbe avere nei “trasferimenti per Dublino” verso l’Italia». Proprio alla Danimarca, il 30 gennaio scorso, la Cedu aveva imposto di sospendere ad interim l’espulsione di una madre siriana con tre figli minorenni, transitati dall’Italia nell’ottobre 2013.

Nel rapporto dell’Ecre (European Council on Refugees and Exiles) si legge: «Dopo l’arrivo in Italia, erano stati fermati dalla polizia italiana e posti in un centro a porte chiuse per tre giorni. Le autorità italiane non diedero istruzioni su come presentare la domanda di asilo e su dove avrebbero potuto essere ospitate. Inoltre, furono esposti a esperienze traumatiche anche durante la permanenza in Italia». Commentando la sospensione dei respingimenti secondo l’Accordo di Dublino, il ministro danese Frederiksen ha detto: «È una questione che mi impegnerò a sottoporre all’Unione». Del resto, l’aumento dei richiedenti asilo è sempre più una questione europea: nel primo trimestre 2014, in tutta l’Unione le domande sono cresciute del 23,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno prima, in Italia la quota dell’intero 2013 (26.620) è stata raggiunta a luglio e la Danimarca stima di riceverne 20mila entro la fine dell’anno (7.557 nel 2013). Nel primo semestre 2014, a livello europeo l’Italia era al quarto posto per richieste di asilo (25.080), dopo la Germania (74.885), la Svezia (31.920) e la Francia (31.265).

Link of he article: 

http://lacittanuova.milano.corriere.it/2014/12/03/la-danimarca-sospende-le-espulsioni-dei-richiedenti-asilo/ 

 

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Date(s) of publication: 03/12/2014
Credits: Corriere della Sera